2018-02-19-22-32-10

 

Vuoi che ti scriva una lettera d’amore…

Magari bella, sì intendo… di quelle che ti fanno saltare

sulla sedia,

quelle che neanche su facebook o fra le pagine di Goethe.

Tu chiedi a me, a uno che ha sempre detto che non sa

nemmeno da dove si inizia ad amare, e che cosa sia,

di scriverti una lettera d’amore.

Sarebbe come chiedere a un contadino di confezionare

un abito di alta moda.

Quello ti direbbe: Senti tesoro, io con la terra mi ci ritrovo,

giro, rivolto, semino, a volte raccolgo anche qualcosa

che sa di buono, ma stoffe, aghi e filo, naaaaaa…

Vuoi una lettera d’amore:

e se la copio? Se la copio giura che non mi accusi di incesto

letterario, visto che ritengo Hugo il mio vero padre

spirituale.

Non la posso prendere da Rostand perché l’hanno già fatto

in tanti (persino Guccini, birboncello).

Ruskin non mi piace granché, e Proust è troppo, per me!

Ecco, ci sono, i sudamericani. Forse loro…

Senti questo, sai no Marquez, quello che sì è vero, ci sono

modi e modi per raccontare quel che si fanno i maschietti

e le femminucce, e che lui è fatto così: a lui è capitato il modo magico

E poi scrive, ascolta bene, eh… scrive: “Il sesso è un talento

e io non lo possiedo e…l’amore è

un sentimento contro natura che danna due sconosciuti

a una dipendenza meschina e insalubre,

tanto più effimera quanto più intensa”.

Cazzo, alla faccia della magia.

Sì, sì, sì…c’è poi quella chiusa straordinaria dei 53 anni, 7 mesi e

11 giorni…

Vedi tesoro come ci si perde cercando parole d’amore?

Allora, da bambino si faceva un gioco: si chiamava: Dire, fare, baciare,

lettera e testamento…potrebbe essere che i primi tre verbi

sono quelli da usare nei paraggi dell’amore? Forse.

Una volta hai detto che le mie oscenità e il tuo corpo

avevano un feeling. Non basta?

Se scrivo finisce che con la mia grammatica faccio danno

al tuo buon senso,

oppure che finisco di vestire e quindi nascondere di parole

le tue meraviglie e…

e se le idee non sono di nessuno (l’hanno detto tutti), le parole

un padrone ce l’hanno, eccome: sono di chi le usa.

A me vengono smisurate come i maglioni che mi metto

o modeste come il cibo che ho nel piatto

o sconce come i desideri che mi susciti:

secondo te ci posso mettere questa roba,

può essere considerato quello che arriva dopo l’incipit:

caro amore?

7 pensieri su “…IN FORMA DI POESIA, VA BENE?

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