Grisélidis Réal. Puttana. Poetessa. Femmina

“…e alle pie organizzazioni che ci parlano senza pudore di ‘reinserimento sociale’ (la loro, di ossessione), risponderò così: io mi rifiuto di reinserirmi in una società di assassini!

Ecco tutto, preferisco creparare da Puttana invecchiata, menomata e alcolizzata, drogata, e, se proprio, anche malata di cancro, piuttosto che avvolgermi nel loro sudario sbiancato dall’ipocrisia!

…Non ci avranno! All’Inferno abbiamo già dato abbastanza. A noi il Paradiso dei pezzenti, dei criminali e delle Prostitute! A noi la grande baldoria demoniaca! Possano loro sguazzare nei loro cantici e nelle loro trite preghiere, è tutto quello che gli resta – a noi la voluttà, la tortura, la dannazione sovrana del Peccato! A noi le fiamme delle follie proibite! A noi i veleni,  le ferite, il sangue! A noi le morti afrodisiache, gli harakiri fiammeggianti! A noi lo sgozzamento e l’impalamento! A noi le belve, i serpenti, i vulcani!

Dalle nostre bruciature e scorticature usciremo ancora vive e sempre assetate di desiderio. La vendetta ci accende come dinamite. Credo che se il pianeta si fermasse noi lo rimetteremmo in moto a suon di grida di dolore e di piacere, e le piante rinverdirebbero col nostro sudore e la nostra sborra…”

(pp. 69/70)

EIOCHISSA’CHEMICREDEVO…

E io che credevo solo all’11esimo: Arrangiatevi, coglioni!

Credevo ad Apollinaire quando diceva che la frusta

È più etica di un bacio sul tuo culo…

Credevo che la libertà dal bisogno è il principio

Di ogni libertà

Credevo che avesse senso la Dickinson quando diceva

Egli visse la vita dell’agguato e se ne andò

Per la strada del crepuscolo

Credevo a Lili Brik (dopo un pompino a Majakowski)

Che gli diceva: dai bastardo, quali versi altrui

Hai rifatto oggi?

E lui: che male c’è a rubare l’amore

Per la bellezza delle parole?

Credevo di essere un camaleonte perché ho visto

Sorgere 16 aurore

Credevo, come dice Keats, che messo a confronto

Con le meraviglie della Natura perdiamo l’altezza della

Nostra statura intellettuale

E credevo pure che bastassero gli appetiti

Per farci capire chi siamo…

Credevo che Renzi fosse un figlio di puttana

(chiedendo scusa a Grisélidis Réal, che tutte le ha rappresentate

E difese) e che la Meloni è fascista, Paolo Mieli un cretino

E Giuseppe Conte un galantuomo

Credevo che Ezra Pound fosse impazzito dicendo

Che Marx si occupava solo di beni da negozio

(e ammetteva che i padroni nascondono gli operai in magazzino)

Credevo che Rainer Maria Rilke il 14 maggio 1904 ha scritto che

La fanciulla e la donna, nella loro nuova, personale evoluzione

Saranno solo…replicanti di maschili mestieri…

Credevo che Sergej Esenin ha detto darò la mia testa

Come una rosa d’oro…ebbene, amici cari, che importa!

Ho visto voi e la terra natia

E questo brivido mortale l’accolgo come una nuova carezza

Oh, cazzo: ma è tutto vero! Dio svizzero!

COLTELLI E CORRISPONDENZE

L’allegria? Sì, farne parte, così mi sarebbe piaciuto

E per un po’ questa bugia ha funzionato:

dicevo i no e i sì in modo pertinente:

quanto mi sono divertito…

…poi l’artiglieria sulle mie parole è diventata pesante.

Romanzi e poesie: letto quel che potevo…ho persino provato a

farne io…mi avevano preceduto in cazzate…

Un nome? Alberto Pincherle, lo sposo della Morante…

Ho persino pensato di ribaltare il Pianeta, dividendolo:

ma nel giro delle amicizie non c’era Flaiano che mi tirava le orecchie:

fanciullo guarda che il Pianeta è stato unito per sempre da due religioni:

quella fatta di croci e quella di falci e cacciaviti…

Inoltre non ho alcuna vocazione…anche se sono bravo a scappare

Poi mi è capitato di leggere il 23esimo canto di Salinas, 1933:

cazzo, anche lui pretendeva di “…diventare l’allegria della sua allegria!”

I poeti sono una famiglia di terroristi!

Quando dicono di cercare corrispondenze, stanno solo affilando,

le parole, come si fa con i coltelli, avete presente, no?

Come un dadaista di seconda scelta sono sempre stato indeciso

fra Lucrezia Panciatichi

e Brigitte Bardot e…e poi basta,

anche Umberto Eco ha detto che la bocca parla quando o il cuore

o il cazzo tracimano

Céline…e…

…e …Un’altra volta è già qui…

“Madame Esmeralde fa le unghie, ha delle clienti che sanno tutto…

“…sarà una fricassea come si è mai visto da tre secoli…

“Subito dopo lo Sbarco, il mattatoio nazionale totale! Tutte le sporcaccione alla macelleria! Almeno 15 cadaveri per isolato! Forse più! Uno per pianerottolo. È l’ordine! È l’avvenire! La gioia generale!

“Dovresti tenere dei coriandoli…per i nuovi tricolore…

“Niente coriandoli…il forno è quel che mi occorre! Dove li faccio i…Rembrandt?…”

Flaiano…

A Federico Fellini, 1955

“Potrei scusarti con la tua vanità, ma se penso che fra noi c’erano dei legami di lavoro e di amicizia, non trovo più scuse. Siamo in pieno Rossellini, ma senza grandezza. A questo punto, caro Fellini, devo onestamente dirti: continua pure, ma non contare più su di me”.

A Cesare Zavattini, 1956

“Spiritoso, è dall’epoca di Petrolini, parola che può rovinare una reputazione. Per esempio, Moravia dice che Gadda (che se lo mangia dodici volte) è un grande umorista, per escluderlo, non per elogiarlo”.

A Giambattista Vicari, 1956

“…Siamo circondati da geni arrivisti, da gente disposta a tutto, che non si annoia, che non vede il ridicolo e la malinconia delle proprie azioni”.

NON SI IMPARA A SOGNARE

Tutti sognano una Lolita!!!

Io no!

Tutti sognano una Strafiga

Fuochino

È quindi una questione di età.

Anche

Sai dire almeno due parole consecutive?

Solo se necessario

In questo caso lo è, anche se poi tutti mentono. E poi volevo sapere

l’età della Strafiga

Anch’io

Le domande le faccio io…

Non sei bravo a fare le domande…

So far rispondere chiunque…

Sì, anche il Mossad…

Non esiste una Anne Frank di 28 anni, con le competenze di Hannah Arendt e…

…e quelle erotiche di Maria Peroza…

Secondo Philip Roth, sì…

Quello lì era fuori di testa: era un sognatore…

No, era solo uno che cercava un ordine alle parole, con qualche pretesa di verità…

Nientemeno…

Sì, su questo aveva ragione Oscar Wilde: Tutti hanno paura della verità

Nessuno ha paura della verità…

La temono, anche perché non lascia scampo. Con le bugie è facile rigirarle,

quando la Verità arriva è una lancia che viaggia veloce, e hai solo due opzioni:

accettare o scappare…e chi scappa è sempre un vigliacco…

Non sei per niente clemente

Non ho mai detto di esserlo…

E come la chiudi la questione della Strafiga?

Non mi interessa chiuderla

Ah, furbo, vuoi lasciarti sempre una porta aperta…

No, un letto pronto!

Per farci cosa?

Non sentirmi obbligato e non farla sentire obbligata…

Quindi la Strafiga?

Ancora?

T’ho detto che so far parlare tutti…

A 20anni volevo che ne avesse 15 più di me, a 35 che ne avesse solo 5 in meno…

…superati i 50, almeno 20 di meno…

Non hai le idee molto chiare…

Io, no, ma il mio cazzo sì…

Prévert, 1949. De André, 1967. Natale, 2022…

Fabrizio già nel suo primo album si rivolge al Padreterno chiedendo di fare davvero uno sforzo: tanto amoooooreeee e poi te ne stai a guardarci crepare. Fai così, ci vuoi davvero vicino a te, ecco tira su il culo e vienici a cercare…

Molto più smaliziato Prévert con una delle sue Grandiose Banalità lo manda direttamente affanculo: “Ci stai bene lì nei cieli? Sì? Ecco, facci una cortesia, restaci!!!”     

ERA GRATIS LA MIA…

Ti ho dedicato tutte le canzoni che conoscevo

Belle brutte cattive intelligenti

E tu c’eri sempre

Signora o puttana eri lì

Ti ho letto in piedi, in ginocchio, sdraiato

Le banalità di Prévert

La rabbia di Huellebecq

La sconfitta del Che

Poi per caso ti ho pure scartato la mia vita:

quel poco che rimane di dolcezza,

se il resto finisce nel cestino delle promesse

Ti ho regalato la mia pelle, cazzo

quanto ridevi…

Io ero bugie e delusioni: ero dolore a capofitto?

Orgoglio furbo ed evanescente?

Naaaa, ero soltanto desiderio

senza alcun diritto…

Te l’ho regalata io la tua bellezza,

accompagnata dalla mia stanchezza, dai tuoi abiti di fuoco

dentro ogni sogno erotico… a grappoli i peccati, le suggestioni ad occhi

aperti e…e ricorda: non ha nulla a che fare con noi

la poesia: quella è come entrare in un negozio,

compri, paghi il prezzo: e subito hai il senso mercantile

di qualsiasi vita…

Era gratis la mia…te ne sei accorta? Sì?

Poi qualcosa s’è guastato? Forse. Tuttavia io insisto

a credere che i nostri corpi, nati insieme, possono allontanare

qualsiasi maledizione

    

DADA/DEANDRE’ 2022!!!

Sì, sono tutti veri i tuoi sospetti

Naaaaa…non ero online, regalavo caramelle ai figli della vicina

Erano lì in giardino, a portata di cattiverie  

Naaa…non li ho mangiati come avrebbe fatto Lautreamont

Non mi piace quella carne lì

Cosa?

T’ho detto che non ero online

Stavo scopando la dirimpettaia

No, non quella di 83anni, eh, ho anch’io un refolo di etica

Era la foglia…scusa, la figlia che ha 51anni ma è ancora una strafiga

Sì, certo che sono veri i tuoi sospetti, mica sono un frocio

Anzi lo sono stato, ma fa uguale

Nel letto conta davvero il Patrimonio Naturale

Mica come nei Pnrr…

Stavo leggendo, cazzo, sono a p. 454 di Blake Bailey, una palla

Ti racconta tutte le malinconie, le stronzate e le euforie di Roth (Philip)

E questo sarebbe uno dei miei preferiti?

Sì, certo che sono veri i tuoi sospetti: ho solo questa di vita

E amo le donne, soprattutto quelle belle, quelle troie, quelle oneste

Insomma tutte, purché sappiano far sorridere e bistrattare la pelle…

Una mi ha legato nudo in garage e ha detto adesso ti ammazzo

Mi ha messo le mollette ai capezzoli e mi ha fatto venire

Io ho detto basta, tu non hai idea di come si è esaltata

Alla 6esta volta che venivo ha aperto Amori ridicoli di Kundera:

chissà che si immaginava, ma giuro che sapeva leggere

con il cuore in mano

(di fatto ce l’ha sempre: è una donna splendida, lo dico per voi,

io lo so da me)

Poi ho bestemmiato, no non quelle cose da strada

Le altre, quelle da paradisi fiscali, sì hai capito

Dio Svizzero…

No che non mi faccio seghe quando mi mandi le tue foto

Mentre fai la troia con il francese, o forse era marziano o scriveva

romanzi o poesie, quelle congetture che ai maschietti li illude

di aver appreso dalla vita chissà cosa…

,

ma la sai fare bene

La virgola m’è scappata: è successo anche a Oscar Wilde

(non la troia, la virgola: e ha fatto un casino quel giorno)

Sì, quante volte te lo devo dire che i tuoi sospetti sono veri…

Allora, un po’ di calma:

bestemmie, fighe, Nobel per la Letteratura, persino il tenero Buccio,

vado all’outlet a cercarti tacchi a spillo e altro

Come dici?

Come ce c’entra…mica l’ho fatto io il Pianeta con la Mela,

la Bibbia, il Vaticano, e la Repubblica Antifascista

Faccio così: ammazzo la Meloni, tutti i Matteo che ci sono, ammazzo

anche Mattarella e Letta, no quelli no…i cretini sono sempre utili

E stasera dormo come un ghiro

E questo è solo l’incipit…fottiti…però sai che ti adoro…

E…e “…quel che dirà alla gente/quel che dirà/ ve lo dico io/

da un po’ di tempo era un po’ cambiato/ma non nel dirmi amore mio…”

E fermati lì…quel sorriso è solo per me

Ah, quando mi sono innamorato di te

non è che ho detto faccio pratica:

l’amore non funziona come la statistica:

è danno o splendore: tutte cose senza %…

VOLEVO E NO…(in ricordo di Ezra Pound

Ma sono preoccupato

Eppure non dovrebbe esserlo un poeta

E sarebbe, un poeta?

Quello che… “…fa accomodare sulle ginocchia

la Bellezza e non gli rimane altro che fuggire

se non vuole esserne sterminato”.

E quindi scrive o vende schiavi…

Dicevo: preoccupato perché Peter Handke dice,

lo dice convinto, eh è un Nobel, “ che la letteratura

oggi delude”.

Basta non leggere lui, Coelho e quelli lì…

…mi sono perso, volevo dire altro,

come si fa a teatro quando si improvvisa la vita…

Volevo e no scriverlo io l’incipit di Portnoy,

ma l’aveva già fattto Philip Roth, tié,

non te l’hanno dato il Nobel,

pensa che fortuna…

Volevo e no scrivere la famosa lettera di Kafka al padre,

ho fatto prima costringendolo a piangere…mica Kafka,

mio padre, quell’assassino…

Volevo e no essere io a intervistare Oscar Wilde a Posillipo

e non gli avrei chiesto come Eugenio Zaniboni:

“…è qui per occuparsi di arte?”

E Wilde: “Chissenefrega…ho già dato, all’arte, alla giustizia,

alla monarchia…attenti a voi, che se arriva la democrazia

diventerete quasi tutti superflui”

Volevo e no scrivere di Rimbaud, Handke, Roth, Kafka e

Wilde…poi m’è tornata in mente una canzone di Brunori Sax:

e non m’è rimasta che la Bellezza, la tua, la vostra,

ma questo è solo il titolo dettato dal cuore:

il resto l’hai scritto tu raccogliendo il mio sguardo caduto

dalla panchina tanti anni fa: ricordi?

È bastato quello e le linguacce alla borghesia.

Poi ce ne sono state altre 15: dici che sono malato?

Alla fine è arrivato quel sorriso, quel corpo, e nella borsa tenevi

aghi e manette: e il tuo modo selvaggio di mettere le mani

nei capelli e dentro i miei boxer…

…e adesso nel mio letto ci sono tutte quelle creature:

dai spalanca ancora quella porta sull’Atlante dei Desideri,

quelle labbra da inghiottire ogni parola-sperma:

questo è il tuo momento, non il mio…

E comunque devi temere più il tempo

che la mia follia

(e pure questo l’ha già detto, e meglio,

Ezra Pound)