I TURNI

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è il tuo turno di vivere

e il mio è quello di guardare, un po’

tu smodatamente sexy

io smodatamente felice

anche questa, sai…sì, anche questa è bellezza

e sarebbe il delitto dei delitti, ignorare…

(se fossimo in un mondo perfetto)

…ignorare, mostrare una ottusa disattenzione

per il tuo modo lusinghiero di sfilarti le calze

 

 

CHI SCEGLIE COSA?

adonna

 

Hanno scelto la tua malizia e la tua gioia,

non l’amore (che tra l’altro vai a sapere donde nasca:

te lo trovi addosso come le malattie, di solito)

 

Hai scelto così, dal nulla, e non goccia dopo

goccia, ma come fosse stata la cosa più naturale

l’unica possibile

 

Ti sei data a me con allegria e io ho preso

forma sul tuo corpo: una roba tipo una tela, dei colori,

qualcosa che prende vita

 

Non ero mai andato più in là di qualche vizio, sì

scivoloni dell’impertinenza, equivoci dell’ambizione maschile

a volte destrezza improvvisa, di più goffaggine del cuore

 

Con te è come se fosse svanito l’anonimato:

da subito ho avuto davanti una strada chiara:

e la direzione? Il conforto dei pronomi io e te

 

I nostri nomi poi, io perdevo il mio nel tuo:

qualcuno insiste a dire che è questa la cosa

chiamata amore: audace!

 

Ti ho seguita per strada, una volta: scivolavi via fra gli

sguardi degli uomini e passando davi nomi ai

loro desideri: e per qualche attimo il tuo corpo era peccato, era passione

 

Che dici? Anche sogno? Anche sogno, certo e guardavo loro

guardarti: sì, ti guardavo coi loro occhi e i miei desideri

rimanevano puliti

QUANDO COL SESSO TI PORTI VIA TUTTO

Bridget Regandonne con tacchi a splillo1bay10

 

non avevo da aggiungere chissà cosa con le parole

le avevi addosso, insieme a quel vestito che ti faceva

nuda e bella

non ti avrebbero scaldato di più un tesoro,

un amore infinito

non ti avrebbero scaldato di più

e non ti saresti sentita più femmina se

la mia pelle non incendiava la tua

 

vivevo il tuo corpo e tu il mio

e c’era tutta la poesia necessaria

in quel letto

è questo che fa il sesso:

prende e dà e non lascia debiti

 

e a tutto questo non è semplice trovare

un nome fatto di stelle, di erba, di mare

chessò io, qualcosa che riconduca alla grazia…

alla genialità del cuore

 

è così che accade:resto lì a contemplare

il tuo corpo bianco e…

e questo mi basta e nemmeno mi viene di

tradurre in sentimenti immediati o in

facili cure dell’amore

che sai bene quanto

mi distrae dai tuoi doni preziosi

 

 

IL RISCHIO PIU’ ALTO

donna che mostra calze e si volta

 

mi hai detto di scrivertene

una erotica…

va bene, ma la prima parola?

quella è importante, lo sai, come il primo bacio

(che poi chissà dove finisce)

e…e non saprei…

parto da qualcosa di banale, dai…

quelle calze che sulle altre donne

sono solo nylon su di te si arricchiscono di nomi

scandalosi…

 

ecco, vedi, ora vedi perché gli uomini

si girano e te li porti addosso

quei nomi, come una chiamata,

come un’esclamazione o, forse,

come una vocazione…

l’ultima, eh!

LO SAPPIAMO NOI, NON LO SA L’UNIVERSO

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stai lavorando

eh, difficile, allora

e in più c’è tutto il resto (che sappiamo noi,

non sa l’universo – quando finge di non sapere)

proprio adesso che avevo trovato

le parole del sesso

quelle dell’amore

e, cazzo, un poco s’assomigliano e poi tu, da donna,

sei arrivata vestita di peccato,

e mentre fai del tuo meglio:

a che ora stacchi? chissà che vuole ancora da te

il bisogno degli altri

 

e mi verrebbe, per me (sia chiaro) la parola subito

la parola che trascina anche i dilettanti

(ci sogno pure sopra)

la parola che ti mette fra le dita

un gioco servito, e non sai se approfittarne…

dai, la chiudo… anche perché la vita

non ha proprio riguardi se si tratta di cose

a cui ancora dare un nome…

eh, fine

 

DOMANI SARANNO VENT’ANNI

de andré

 

Oggi ti celebrano tutti, sai?

Che dire…al tempo erano più spaventati che

entusiasti. Tu che preferivi le puttane e sapevi che il sesso

può anche bastare.

Poi è passato un ventennio di nulla

(ah, è sparita la Dc ma i democristiani si sono moltiplicati)…

dicevo un ventennio di nulla… e allora la bufera

s’è calmata: hanno dato, questi che ora

si spellano le mani, hanno dato proprio

ogni cosa al cielo e al denaro:

all’amore con prudenza (sapendo del rischio).

 

Ti sei innamorato due volte, tu che ti innamoravi

di tutto (…e io di tutte, eh, più bisognoso che umile mi

veniva così).

Due volte innamorato, a te che bastava salire al primo

piano…via, un altro ciao, Fabrizio, e…e grazie

Grazie per cosa?

Per aver abolito l’Inferno nelle parole di dio

Per averlo in qualche modo tolto dalla poesia e rimesso

nel qui e ora delle bugie, dove sta davvero…

Per aver tentato di ridare memoria alla Specie

 

INTIMITA’ MATTUTINA

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Ho aperto gli occhi e tu eri già

al lavoro.

Poi ho notato le tue scarpe nere

(una era rovesciata)

Sorridendo, ho rimisurato quei tacchi e…

e dalla poltrona pendevano le calze di

quel nylon così trasparente:

lo sai che una poesia chiude l’altra e apre alla

successiva.

Come il bacio che sicuramente mi hai dato prima di

uscire e che ti riprenderai al ritorno.

Dai, dì la verità: sai anche che scriverò

tutto questo…

UNA PICCOLA LEZIONE SULLA BELLEZZA

Serge Marshennikov http:/www.tuttartpitturasculturapoesiamusica.com;

 

Davvero dici che ho dei piedi bellissimi?

Lo dicono i miei occhi

e le parole che uso quando sono con gli amici.

Parli dei miei piedi con i tuoi amici?

Non parlo dei tuoi piedi ai miei amici, li

racconto, e loro sono così attenti

che ne vien fuori una lezione sulla bellezza:

e tutto torna normale: io mi sento un quasi poeta,

e, ne sono certo, il Pianeta

assume un altro aspetto, una cosa con un suo equilibrio

 

SPLENDORE E DECADENZA

donne con tacchi a spillocartier-bresson-asta

 

come al solito e per mano, stretti l’uno all’altra,

splendore e decadenza ti diranno: vieni, dai,

guarda, ammira, sei tu che te ne stai andando piano:

è la musica del tempo che ti ha fatto bella,

lontano, vai…

ti accorgerai eccome, sarà palese

e… e quando avrai davvero successo,

quando sentirai ai piedi del tuo ring quell’urlo:

“…8!…9!…10!!!…” e avrai del tuo orgoglio il suo ko…

allora, ma solo allora, sentirai le tue gambe correre alla mia porta

sentirai le tue lacrime scorrere senza posa e ripeterai

le terribili parole di Philip Roth: “Non si girano più”…

io riprenderò, con calma, il racconto della tua bellezza

e ancora, e ancora…e sempre…(che dici? sarà la

milionesima volta, almeno?)

ecco, quando lì in piedi, un attimo prima degli abbracci e delle

lacrime, col tuo abito migliore,

il più desiderato e il più volte visto sul pavimento,

eccoli, tesoro, lo splendore e la decadenza,

eccola, tesoro, la mia promessa rinnovata…

la tua femminilità rinata

LE PAROLE. LE DONNE. I POETI

bacioo

 

Le hanno saccheggiate, blandite, dileggiate,

Le hanno esaltate, usurate, rubate e regalate:

arricchite o fatte miseria, le parole le hanno proprio

prese tutte (e io non sono stato

l’eccezione).

Poi…poi arrivi tu e acquistano qualcosa, diventano moneta corrente,

tornano utili (come un motore che davamo perso

e invece riparte).

Sono fatti così quelli che dicono: “Dai, te ne scrivo

un’altra” (e pensano alla tua pelle da riscrivere

in poesia).

Sono fatti così: scoprono un abbraccio nuovo e corrono

a mettere mano alle vecchie parole dell’amore:

quello smisurato vocabolario ammalato di bellezza e desideri,

bellezza e desideri che cederanno solo davanti all’altro e ultimo

infinito